Il bypass gastrico

Il bypass gastrico è stato a lungo considerato l’intervento di riferimento per la chirurgia dell’obesità. Diffuso fin dagli anni ’70, è stato effettuato “a cielo aperto” (cioè attraverso un’ampia incisione addominale) per moltissimo tempo. Gli oltre 50 anni della sua storia costituiscono un bagaglio prezioso per la conoscenza dei suoi risultati. Nel 1994 fu effettuato per la prima volta per via laparoscopica (dopo  il bendaggio gastrico, quindi) e, gradualmente, l’intervento laparoscopico ha soppiantato quello aperto. E’ stato l’intervento più effettuato al mondo fino a non molti anni or sono, si calcola, ad esempio che l’88% degli interventi per l’obesità eseguiti in USA nel 2002 fossero bypass gastrici.

bypass gastrico
Il bypass gastrico

Mentre in una sleeve gastrectomy il cibo segue la via naturale all’interno del tubo digerente, il bypass gastrico è costruito in modo che ciò che mangiamo, giunga direttamente in un tratto di intestino tenue a valle dello stomaco dai 70 ai 150 centimetri, dopo aver attraversato una piccolissima tasca ritagliata sullo stomaco. In questo modo la gran parte dello stomaco, il duodeno e una parte dell’intestino tenue vengono “saltati” dal cibo (da cui il termine “bypass” che indica, appunto, questo salto). Le secrezioni prodotte da fegato e pancreas si ricongiungono al cibo solo in un tratto di intestino più distante, e i normali processi digestivi iniziano, quindi, più a valle del normale. Nonostante questo “salto”, il bypass gastrico non è considerato un intervento malassorbitivo, poiché le sostanze nutritive che mangiamo vengono completamente assorbite (anche se è vero che alcuni elementi come calcio e ferro lo sono in misura ridotta).

Come per la sleeve gastrectomy, anche con il bypass si perde in media 70-80% dell’eccesso di peso (quindi se una persona che dovrebbe pesare 60 Kg, ne pesa invece 100 si può attendere un calo di circa 30 Kg),  La stessa è anche la risoluzione delle malattie associate all’obesità (diabete, ipertensione, aumento di colesterolo e trigliceridi, apnee notturne ecc.). Le complicazioni hanno circa la stessa frequenza (in alcuni studi, in realtà, un po’ maggiore) di quelle della sleeve gastrectomy.

La sua esecuzione è più lunga e complessa di quella di una sleeve gastrectomy. Quindi perché a volte si preferisce il bypass? Non c’è unanimità di vedute su questo punto. Alcuni ad esempio ritengono che le garanzie sulla remissione del diabete siano superiori, ma altri non concordano su questo ed anzi aggiungono che la sleeve gastrectomy lascia anche aperta la porta ad una diversione bilio-pancreatica, che è l’intervento con il maggior tasso di cura del diabete. Un aspetto estremamente importante deve essere sottolineato: il bypass gastrico, oltre ad essere un intervento di chirurgia bariatrica, è un ottimo intervento per contrastare il reflusso gastroesofageo; al contrario, la sleeve gastrectomy talvolta fa peggiorare un reflusso gastroesofageo pre-esistente o addirittura lo fa insorgere in chi non lo aveva (o non sapeva di averlo). Per questo motivo preferiamo proporre un bypass gastrico ai pazienti con reflusso, e talvolta dobbiamo convertire qualche sleeve gastrectomy a bypass gastrico dopo che ha sviluppato un reflusso eccessivamente fastidioso.

 

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