I calcoli alla colecisti (o cistifellea) sono estremamente comuni, si ritiene che il 15% della popolazione italiana ne sia affetta. Molto spesso non arrecano nessun fastidio, tanto che non è raro ignorare completamente di averli. I sintomi possono essere lievi ma anche molto rilevanti in altri casi. Se la presenza di questo problema ha comportato dolore una o più volte è il momento di pensare ad un intervento per curare la situazione. Raramente è invece necessario operare se i calcoli non danno alcun fastidio.

La sintomatologia della colica biliare è piuttosto caratteristica: dolore alla parte destra dell’addome, spesso accompagnato da nausea o anche vomito, che inizia tipicamente nelle ore successive a un pasto (qualche volta, ma non necessariamente, abbondante). In questo caso il percorso diagnostico tipico prevede una ecografia che sarà in grado di mostrare la presenza dei calcoli. Solo raramente il primo sintomo è già costituito da una delle temibili complicazioni (l’infiammazione acuta della colecisti oppure del pancreas, o, ancora, l’ostruzione della via biliare principale, cioè il condotto che porta la bile dal fegato all’intestino), che invece insorgono con maggiore probabilità se si è già avuta una colica. Per questo è importante sottoporsi ad un intervento per l’asportazione della colecisti dopo una o più coliche, altrimenti non è considerato necessario.
La colecistectomia (appunto, l’asportazione della cistifellea) è stato il primo intervento effettuato per via laparoscopica su grande scala. Nella prefazione del mio libro “Laparoscopic cholecystectomy” (edito da Springer) descrissi l’inizio della mia esperienza laparoscopica, quando ancora la chirurgia mini-invasiva era ai primissimi passi, e la mia incredulità di allora, di fronte al fatto che una tecnica laparoscopica avrebbe potuto sostituire la chirurgia tradizionale. Invece in pochissimo tempo la laparoscopia è diventata la tecnica standard per la risoluzione di questo problema sia in elezione che in emergenza e fa ormai parte della attività quotidiana della vasta maggioranza dei chirurghi generali.
Dove effettuare questo intervento, quando è necessario? Alcuni studi avrebbero dimostrato che è necessario effettuare un minimo di circa 100 colecistectomie laparoscopiche per reparto chirurgico al fine di assicurare i migliori risultati. Gli enti governativi, quindi, tengono sotto controllo questo parametro (anche se, per la verità, al momento non si avvalgono per reparto ma di quelli per ospedale che, più correttamente, dovrebbero essere suddivisi per numero dei reparti di ogni ospedale). La chirurgia di Civita Castellana da molti anni si è collocata sempre ben al di sopra di questa soglia, garantendo la massima qualità della prestazione. Da noi, inoltre, tutte le colecisti (anche le infiammazioni acute in urgenza) vengono operate per via laparoscopica (tranne in casi eccezionali) e la dimissione avviene, di regola, il giorno dopo l’operazione. Altrettanto veloce è la ripresa dell’alimentazione (già dalla sera stessa dell’intervento) e delle attività quotidiane.