La diversione bilio-pancreatica

La diversione bilio-pancreatica è certamente elemento di orgoglio della chirurgia italiana. Seppur al giorno d’oggi venga effettuata in piccole percentuali, la sua introduzione aprì l’era della moderna chirurgia bariatrica. Il suo creatore, il genovese Nicola Scopinaro, la mise a punto negli anni ’70 sulla base di rigorosi studi sperimentali, sulla base dell’idea di dividere l’apparato digerente in modo da ottenere un assorbimento controllato ma limitato ad una quota fissa di nutrienti. Nel 1988 Hess, un chirurgo americano, ne propose una variazione per ridurre la probabilità di sviluppare  delle ulcere gastriche ed una sequela,

derivazione bilio-pancreatica
La derivazione bilio-pancreatica di Scopinaro

relativamente comune, nota con il nome di “dumping syndrome”; nacque così la “diversione bilio-pancreatica con duodenal switch” che prese largamente piede soprattutto negli Stati Uniti (e dalla quale originò, in ultima analisi, anche la sleeve gastrectomy, come descriviamo nella pagina ad essa dedicata).

Originariamente a cielo aperto, ma poi nella sua versione laparoscopica, l’intervento comporta la asportazione della gran parte dello stomaco e l’unione (“anastomosi”) della tasca gastrica residua con l’ileo, la parte più distante dell’intestino tenue. In questo modo il cibo viaggia attraverso lo stomaco ridotto fino all’ultima parte dell’intestino tenue, saltando un lungo tratto intestinale. In questo modo la procedura diminuisce l’assorbimento dei nutrienti; è quindi un intervento malassorbitivo.

duodenal switch
La derivazione bilio-pancreatica con “duodenal switch”

Si è quindi dimostrata una delle procedure più efficaci in termini di perdita di peso (in media 70-80% dell’eccesso) e in risoluzione delle malattie correlate all’obesità (diabete, ipertensione, dislipidemie, sindrome delle apnee notturne, steatosi epatica ecc.).

La complessità dell’intervento, tuttavia, comporta un tasso di complicazioni più alto di quello delle altre più comuni procedure bariatriche. A lungo termine, poi, possono sorgere delle complicazioni metaboliche,. in parte dovute al malassorbimento; tra queste la malnutrizione proteica, e le deficienze di vitamine e sali minerali (ferro, calcio, zinco, vitamina B12, acido folico e le vitamine liposolubili. Quindi il paziente sottoposto a derivazione bilio-pancreatica deve porre una attenzione ancora maggiore degli altri nel sottoporsi scrupolosamente ai controlli periodici e a rispettare le indicazioni nutrizionali e quelle relative alla somministrazione di supplementi.

 

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