La calcolosi della colecisti: le domande più frequenti.

La presenza di calcoli nella colecisti (“litiasi della colecisti” o “colelitiasi”) è senz’altro uno dei problemi più frequenti che mi trovo ad affrontare in ambulatorio.
Ma quali sono le domande che più frequentemente mi vengono fatte?
Di seguito affrontiamo alcune delle più comuni. Se ne avete altre non esitate a contattarmi tramite la pagina apposita per farle.
1. devo affrontare un’operazione chirurgica?
Come già ho scritto nella pagina di questo sito dedicata alla calcolosi della colecisti (che vi invito a leggere), tranne in alcuni particolari casi l’intervento è destinato a coloro che hanno avuto delle coliche. La presenza del dolore e la necessità di evitare complicazioni sono le ragioni che ci spingono a sottoporci ad un intervento. In assenza di episodi importanti di dolore di solito non è indicato intervenire anche perché è improbabile (ma non impossibile) che nascano delle complicazioni se prima non si è avuta almeno una colica.
2. Non c’è una alternativa all’intervento?
Teoricamente esistono farmaci in grado di sciogliere i calcoli (ad esempio l’acido ursodesossicolico). In pratica vengono usati pochissimo con questa specifica finalità e vediamo perché. I calcoli sono simili a dei sassolini e sono formati da diverse sostanze. Gli acidi biliari (questo è il nome di questo gruppo di farmaci) agiscono sui calcoli formati da colesterolo; solo in alcuni casi, però, la loro composizione è di colesterolo puro, di solito è presente anche del calcio che impedisce la dissoluzione. Sta di fatto che è dimostrato che solo nella metà dei casi il farmaco scioglie effettivamente i calcoli. Ma, si potrebbe dire, almeno in quella metà potremmo aver risolto il problema senza un’operazione chirurgica. In realtà anche quei calcoli che sono stati sciolti efficacemente dal farmaco sono destinati, nella gran parte dei casi, a formarsi nuovamente negli anni successivi. Inoltre, lo abbiamo detto, uno dei motivi che giustificano l’intervento è quello di prevenire le complicazioni derivanti dalla presenza di questi indesiderati ospiti. La maggior parte di queste complicazioni è dovuta ad un piccolo calcolo che riesca a passare dalla colecisti nella via biliare (il condotto che porta la bile dal fegato all’intestino); il timore è che durante la dissoluzione dei calcoli qualcuno di essi, diventato più piccolo, possa uscire dalla colecisti e creare un grave problema. Ecco perché, di solito, non usiamo nella terapia della calcolosi della colecisti questi farmaci che, invece utilizziamo quando vogliamo provare a prevenirne la formazione, come dopo un intervento di chirurgia per l’obesità (come una sleeve gastrectomy o un bypass gastrico).
3. Con l’operazione vengono tolti solo i calcoli o tutta la colecisti?
Dobbiamo pensare che la normalmente la bile rimane fluida grazie ad un delicato equilibrio tra la quantità di colesterolo in essa presente e la quantità di altre sostanze che aiutano a mantenerlo disciolto. Il mantenimento di questo equilibrio è dovuto a molti fattori che coinvolgono i meccanismi di produzione di tutte queste sostanze da parte del fegato è la funzione stessa della colecisti e delle vie biliari. Quando si formano i calcoli questo equilibrio si è rotto e asportare solo i calcoli vorrebbe dire occuparsi del sintomo senza curarsi di che cosa l’ha provocato. Poco prima abbiamo descritto come, dopo una terapia con acidi biliari i calcoli sono destinati a formarsi nuovamente: questo ne è il motivo; possiamo eliminare i calcoli ma non avremo eliminato la causa della loro formazione. L’asportazione dell’intera colecisti è quindi necessaria.
4. Si può vivere senza cistifellea? Che conseguenze avrò dopo l’asportazione della colecisti?
E’ chiaro che se un organo esiste, servirà pure a qualcosa; è quindi del tutto normale porsi questo dubbio. Intanto dobbiamo dire che se è vero che ogni organo ha la sua importante funzione, dobbiamo anche pensare che, come abbiamo visto poco fa, la colecisti che stiamo per togliere non è più in grado di svolgere correttamente la sua funzione, tanto che ha già creato un problema. Ma che cosa succede dopo averla tolta? La cistifellea, durante il tempo che trascorre da un pasto ad un altro, si occupa di raccogliere la bile che viene prodotta dal fegato e concentrarla. Durante i pasti, invece, si contrae e immette la bile concentrata nell’intestino dove essa svolge la funzione di aiutare nella digestione, soprattutto dei grassi. Una volta tolta la colecisti la bile fluisce direttamente dal fegato all’intestino dove svolge la sua funzione, seppur in maniera non così concentrata. Inoltre dopo qualche tempo il sistema digestivo si adegua alla nuova situazione e la azione che prima faceva la colecisti viene in parte assunta dalla via biliare stessa che, nel periodo tra i pasti agisce in parte da serbatoio per la bile (alcune piccole modifiche delle pressioni delle varie componenti dell’albero biliare la fanno adattare a questa funzione) e, quando il cibo arriva nell’intestino Con questo meccanismo di compenso di solito non ci accorgiamo neppure che la colecisti sia stata tolta. Nel primo periodo dopo l’intervento (quando il meccanismo di compenso è ancora imperfetto) è opportuno mantenere una dieta leggera e povera di grassi, ma, successivamente è possibile mangiare nuovamente di tutto. Inoltre è possibile notare la presenza di diarrea: l’intestino non è infatti abituato a ricevere la bile di continuo (tranne che la funzione della colecisti non si fosse ormai persa da molto tempo, come invece spesso accade) e reagisce producendo feci più fluide. Di solito anche questo fastidio passa dopo un po’ di tempo, quando l’intestino si sarà adattato e il meccanismo di compenso che abbiamo descritto si sarà perfezionato.
Alcune altre domande riguardano il rapporto tra calcolosi della colecisti, alimentazione e dieta, ma queste saranno oggetto di un post successivo.
Intanto vi invito a rileggere la pagina sulla calcolosi della colecisti.

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