L’uso dei guanti è stato raccomandato nella prima fase di questa emergenza #covid-19 per limitare la diffusione del #coronavirus. Un uso non corretto di questi dispositivi può vanificare, tuttavia, la loro efficacia nel prevenire il contagio. Esaminiamo, quindi, gli errori più comuni.
Indossare i guanti al lavoro, nel fare la spesa o in altre attività è una delle misure alle quali ci siamo abituati. Infatti sappiamo che il virus può sopravvivere sulle superfici, e l’infezione COVID19 può essere trasmessa tramite il contatto. Per questo l’uso dei guanti ci seguirà anche nella cosiddetta fase 2, nella quale gradualmente ridurremo le limitazioni alle quali siamo sottoposti.
Per un chirurgo come me lavorare con i guanti è la cosa più naturale di questo mondo, indossarli è un gesto automatico. Durante questa emergenza, però, mi sono reso conto che quel gesto per me naturale è il frutto di una lunga esperienza nel loro uso e non si può dare per scontato che chiunque sappia usarli nel modo corretto. Guardandomi intorno al supermercato ho capito che parlare dei guanti e di come utilizzarli è tutt’altro che inutile. Ho quindi deciso di mettere insieme alcune indicazioni utili ad evitare gli errori più comuni.
Una premessa: tutte le misure volte ad interrompere la spirale del contagio sono pensate sia per proteggere noi che per evitare la diffusione di malattie ad altri. Mi accorgo che troppo spesso, invece, molti di noi considerano questi meccanismi solo per la parte diretta a proteggere noi stessi. Si da per scontato che io non sia contaminato e pertanto l’unica cosa che conta è proteggermi dagli altri. In realtà questo atteggiamento vanifica l’efficacia di molte di queste tutele. Ecco che si portano le maschere con le valvole (ne abbiamo già parlato) pensando che in fondo quello che deve essere protetto sono io, è importante che l’aria che respiro sia filtrata, ma non si pensa che anche io potrei essere infetto in questo momento. Tutte queste misure sono efficaci per la collettività se ognuno di noi si considera come potenzialmente infetto: ecco che diventa una buona abitudine, una dimostrazione di buona educazione, fare in modo di proteggere chi ci sta intorno. Per i guanti queste considerazioni hanno la massima importanza.
Chi deve usare i guanti? Sebbene spesso ci sia richiesto di indossarli all’entrata del supermercato, sono utili soprattutto per chi opera in particolari contesti lavorativi, come nel caso del personale addetto alle pulizie dei locali, alla ristorazione o al commercio di alimenti e chi in generale maneggia generi alimentari. In altre circostanze di solito se ne può fare a meno. Non abusiamone: oggi siamo concentrati sul coronavirus ma non dimentichiamo che la diffusione delle materie plastiche nell’ambiente rimane un problema molto rilevante.
I guanti non sostituiscono l’igiene delle mani
Si potrebbe pensare che lavare le mani sia un gesto superfluo se poi vengono coperte dai guanti. Quest’idea è sbagliata. Ricordo ancora la prima volta che entrai in sala operatoria. Ero uno studente del terzo anno (quasi quaranta anni fa!) e fui affidato ad una infermiera che mi doveva “insegnare a mettere i guanti”. La prima cosa che mi spiegò fu che come dovevo lavarmi le mani. Naturalmente quelle “istruzioni” erano parte di una procedura specifica e rigorosa per avvicinarsi ad un tavolo operatorio ma i principi alla sua base sono validi anche per tutti noi.
Il lavaggio delle mani rimane la misura principale nel prevenire la diffusione delle infezioni, non solo il coronavirus. Deve essere effettuato con acqua e sapone e può essere sostituito dall’uso di un gel idroalcolico (pratico se non abbiamo l’acqua a disposizione) solo se le mani non sono visibilmente sporche.
Abbiamo fatto campagne per il lavaggio delle mani ben prima che arrivasse il COVID-19, quel messaggio conserva tutta la sua validità. Usiamo i guanti solo se è indispensabile: l’igiene delle mani deve essere considerato il mezzo più importante per ridurre la diffusione delle infezioni.
Indossali ( e rimuovili) correttamente
All’ingresso del supermercato ci vengono messi a disposizione, con ogni probabilità, quei guanti di

polietilene leggero, gli stessi che erano nei dispenser dei sacchetti accanto al banco della frutta e della verdura perché, anche prima, era obbligatorio usarli per maneggiare i prodotti ortofrutticoli al supermercato. All’inizio del periodo COVID-19 il supermercato dove vado di solito li forniva nella loro confezione appesi ad un sostegno. Quel sostegno serviva a fare in modo che si potesse indossare il guanto senza toccarlo, introducendo la mano dall’apertura che viene mantenuta in alto. Oggi vedo che spesso quei guanti sono semplicemente messi lì, in un qualunque contenitore. Devono quindi essere prelevati con le mani, toccati all’esterno, aperti ed indossati; spesso la manovra non è così facile ed il risultato è che il guanto viene ampiamente contaminato già prima di indossarlo. E’ una buona idea usare il gel idroalcolico prima di prenderli: non risolve il problema ma certamente ne riduce l’impatto. Non sono così ingenuo da pensare che questa misura possa essere estremamente efficace. Certamente se dopo aver indossato il guanto prendiamo il telefonino per leggere la lista della spesa che abbiamo appuntato lì, vanifichiamo completamente l’uso del guanto. Allora è preferibile usare un po’ di buon senso e indossare il guanto quando siamo in procinto di servirci dal banco.
Considerazioni analoghe valgono anche per guanti di lattice, vinile o nitrile, quelli un po’ più spessi che devono essere usati ad esempio dagli addetti al banco (ma che sono più confortevoli anche per molti altri usi). In ogni caso per calzare i guanti le mani devono essere asciutte e pulite.
Analogamente quando togliamo il guanto non dobbiamo toccarne l’esterno con la mano nuda: sarà sufficiente inserire un dito tra la pelle del polso e la superficie interna del guanto per ribaltarlo. A quel punto è possibile prenderlo toccando solo la superficie interna, quella che era a contatto con la nostra pelle.
Non toccare naso, bocca, occhi o viso con i guanti
E’ intuitivo che proteggere noi e coloro che ci stanno intorno, i guanti devono servire da barriera tra ciò che è potenzialmente contaminato e ciò che non lo è. Toccandoci con il guanto, l’effetto barriera viene meno sia per noi (se il guanto fosse contaminato, porteremmo il germe sulla nostra pelle) sia per gli altri (potremmo infatti contaminare gli oggetti che tocchiamo). Naso, bocca e occhi sono la via privilegiata per l’entrata del virus ma anche per la sua emissione all’esterno. So che è difficile, siamo abituati a toccarci in continuazione, non ci pensiamo nemmeno, ma ricordiamoci che indossiamo i guanti non solo per proteggerci ma soprattutto per evitare di diffondere un germe (e non solo il COVID-19) che potrebbe essere sulla nostra pelle. Conviviamo naturalmente con germi di ogni tipo; fino ad oggi forse non ci abbiamo riflettuto abbastanza gli organismi che albergano sulla nostra pelle sono di solito innocui o, comunque, la loro quantità non è sufficiente a generare una infezione. Oggi questo nuovo virus e le sue conseguenze rendono invece importante adottare delle precauzioni che di solito sono meno rilevanti. A volte noi medici diamo per scontati questi concetti: ma vi immaginate un chirurgo che nel bel mezzo di un intervento si aggiusti gli occhiali con le mani guantate? Quando indossiamo i guanti tocchiamo solo ciò che è necessario toccare.
Quando i guanti si sporcano devono essere cambiati
Vedo troppo frequentemente persone che tendono a tenere i guanti per troppo tempo. Guanti sporchi non tutelano nessuno e sono, anzi, una fonte di contaminazione. Vanno cambiati dopo ogni utilizzo e non vanno mai riutilizzati
Eliminali correttamente
Una volta rimossi i guanti devono essere gettati negli appositi contenitori per essere smaltiti.
Ormai è esperienza di tutti i giorni quella di camminare in un parcheggio fuori da un supermercato e trovare guanti buttati in terra senza nessuna remora.
E’ responsabilità di ognuno eliminare i guanti in un apposito raccoglitore al termine del loro utilizzo. Buttarli a terra in un parcheggio, lasciarli nel carrello o in altri luoghi non idonei è indice di inciviltà ed inoltre rischia di vanificare il motivo stesso per cui li abbiamo messi. Qualcun altro poi si dovrà occupare di raccoglierli per poi smaltirli
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