Obesità e coronavirus: il rischio COVID-19 per le persone obese

Le persone obese hanno un maggior rischio di complicazioni da #coronavirus. Dai dati disponibili emerge una maggior probabilità di finire in terapia intensiva e di dover ricorrere alla ventilazione assistita per una infezione da #COVID-19. Chi mi segue anche su Twitter avrà probabilmente letto alcuni miei interventi su questo argomento, ma i 280 caratteri dei twitts non sono sufficienti per spiegare correttamente il problema.
Per questo voglio cercare di chiarire qui questo aspetto.

L’obesità è un fattore di rischio per complicazioni da covid-19

Diversi studi dimostrano, ormai, che se una persona obesa si infetta con il coronavirus, rischia di avere conseguenze più gravi dalla malattia. In uno studio all’Università di New York, per esempio, si è visto come le persone con meno di 60 anni, ricoverate per una infezione da coronavirus hanno una probabilità almeno raddoppiata di aver bisogno della terapia intensiva se sono anche obese. La probabilità è più alta per gradi maggiori di obesità: per coloro che hanno un BMI di 35 o più, il rischio è quasi quadruplicato. Altri studi hanno dimostrato che un paziente obeso ha una probabilità di avere necessità di ricorrere alla ventilazione assistita anche di sette volte superiore.
Capisco che questi dati possano creare ansia ma è anche importante dire che non sono una sorpresa.
Fattori di rischio per le complicazioni del coronavirus sono anche diabete ed ipertensione, e sappiamo che le persone obese sono spesso anche ipertese e diabetiche. Inoltre l’eccesso di tessuto adiposo intorno al torace e nell’addome rende la respirazione più difficile già in condizioni normali, lo sappiamo già!
Inoltre, noi chirurghi bariatrici, con tutti gli altri colleghi che si occupano di obesità, sappiamo anche che l’obesità altera la capacità dell’organismo di rispondere alle infezioni e crea uno stato di infiammazione generalizzata in tutto l’organismo.
Ecco perché dico che questi dati sul covid-19 non ci lasciano sorpresi:  l’obesità, con il suo carico di pressione alta, diabete, infiammazione, difficoltà respiratorie e ridotta immunità, non può che essere un fattore di rischio.
Del resto, non era già noto che è un fattore di rischio per tante altre condizioni inclusi i tumori, le apnee notturne e tanto altro?
Negli Stati Uniti hanno notato che anche la popolazione di colore avrebbe un rischio maggiore e, nelle aree dove questi studi sono stati effettuati, l’obesità (con il diabete e la pressione alta) è estremamente diffusa in quelle popolazioni. Quindi non si tratterebbe di una predisposizione specifica di quel gruppo etnico ma, appunto, ancora una volta dell’obesità e delle condizioni di salute ad essa correlate.

L’obesità è una malattia

Tutto ciò non fa che sottolineare ancora una volta come l’obesità sia una malattia, e una malattia grave! Come tale ha bisogno di cure appropriate.
Purtroppo troppi ancora pensano che essa sia, invece, una condizione dovuta alla volontà di chi è obeso e che chi si sottopone a un intervento di chirurgia bariatrica lo fa per una questione estetica. NON E’ VERO! Gridiamolo forte! Le cure per l’obesità servono proprio ad evitare le sue gravissime conseguenze; che siano correlate o non correlate a questa nuova infezione. La cosa che mi fa più riflettere è che queste idee sbagliate spesso albergano negli stessi obesi: proprio in questi giorni ho letto in alcuni gruppi sui social networks posts di persone che, per tante ragioni, non sono riuscite a trovare un giusto equilibrio nella loro vita dopo l’intervento. Ci raccontano di quanto stavano meglio prima, quando erano obesi!! Si lamentano perché ora sono costrette a mangiare piccoli pasti oppure che si guardano allo specchio e non si riconoscono. Io capisco bene che a volte è molto difficile essere obiettivi quando i grandi vantaggi ricevuti da un intervento non si riescono a percepire, mentre abbiamo davanti agli occhi le difficoltà che esso comporta. Fortunatamente la stragrande maggioranza di coloro che si sono sottoposti ad un intervento ci dice che lo rifarebbe mille volte e che la sua vita è assai cambiata in meglio.

Riprenderemo presto a fare chirurgia bariatrica

L’attività di chirurgia dell’obesità è ferma in tutta Italia e in gran parte del mondo. Oggi la priorità è interrompere il ciclo di questa terribile infezione, inoltre dobbiamo garantire la maggior sicurezza possibile ai pazienti che entrano nei nostri ospedali. Ho visto le curve ella malattia in Cina ed il rapporto con la loro attività di chirurgia bariatrica. Dopo circa due mesi e mezzo dall’inizio dell’epidemia i cinesi sono stati in grado di riprendere l’attività chirurgica elettiva, seppur con protocolli tali da garantire la maggior tutela possibile dei pazienti e degli operatori. Tutto lascia pensare che sarà lo stesso anche per noi. Non manca molto, quindi! Ma ci vorrà pazienza: la lunga inattività ha fatto accumulare persone in lista e molti che speravano di essere già stati operati stanno, invece, ancora aspettando.
Quando riprenderemo a fare interventi per l’obesità avremo, quindi, un motivo in più: ancora una volta abbiamo dimostrato quanto fragile possa essere la salute di una persona obesa e quanto necessario è risolvere il suo difficile problema.

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