Alimentazione e chirurgia dell’obesità: i pericoli della quarantena

Il decreto #iorestoacasa ha modificato radicalmente i nostri comportamenti a causa della pandemia di coronavirus. Per chi è stato sottoposto ad un intervento di chirurgia dell’obesità, smart working, telelavoro e ridotta mobilità possono costituire un vero pericolo.
Trascorrere tanto tempo a casa non solo riduce le nostre possibilità di esercitare una corretta attività fisica (e su questo torneremo in un prossimo post) ma può anche essere alla base di alcuni cambiamenti alimentari. Certamente molte delle nostre consuetudini quotidiane sono venute meno, sostituite da altre; chi aveva deciso di affrontare seriamente il problema della propria obesità con un intervento chirurgico potrebbe trovarsi in difficoltà con abitudini e ritmi di vita insoliti.

Vediamo, allora alcuni dei pericoli e qualche suggerimento su come affrontarli.

Più tempo in cucina: sfruttiamolo per combattere l’obesità

Lontani dall’abituale trantran lavorativo, il tempo da trascorrere in cucina alla preparazione dei pasti è maggiore. Inoltre dedicarsi alla cucina, per alcuni, può essere un metodo per non pensare e allontanarsi dalle ansie di questi giorni. Così, i pasti aumentano di numero e rischiano di aumentare anche in abbondanza. Inoltre, con più tempo a disposizione, ci si può dedicare ad una cucina casalinga più elaborata e concedersi piatti che i ritmi abituali del lavoro, gli impegni scolastici e le frenetiche attività di ogni tipo ci avevano fatto dimenticare. Non dobbiamo rischiare che tutto ciò comprometta tutto lo sforzo che abbiamo fatto dopo la nostra sleeve gastrectomy, bypass gastrico o bendaggio!

Allora, sfruttiamo l’opportunità del maggior tempo che ci è concesso, ma cerchiamo una alimentazione più sana e gustosa. Dedichiamoci con cura alla cucina riscoprendo antichi sapori o sperimentando tecniche nuove ma evitiamo di cucinare più cibo di quello che dovremmo mangiare. Un piatto unico e nutriente a pranzo ed una cena leggera ma curata nei dettagli saranno più che sufficienti a compensarci del tempo trascorso in cucina e ci consentiranno di restare nelle indicazioni suggerite dal team di chirurgia bariatrica che vi segue. Più tempo alla preparazione del cibo e non più cibo per occupare il nostro tempo!

Se abbiamo dei bambini, coinvolgiamoli nella preparazione del pasto. Questa è una delle più originali raccomandazioni della Società Italiana di Nutrizione Umana che mi sento di raccomandare anche per chi è obeso o si è sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica. Trasformeremo la cucina in un gioco nel quale potremmo cercare di coinvolgerli per una alimentazione ogni giorno diversa e più salutare, introdurre nuovi elementi nella loro dieta, evitando anche la loro noia. Noi aiuteremo loro ma loro aiuteranno noi a non trascurarci.

Inoltre dedichiamo più tempo ad altri aspetti del nostro pasto. Evitiamo di mangiare in fretta o in piedi e, visto che di tempo ora ne abbiamo di più, apparecchiamo sempre accuratamente, portando a tavola solo quello che abbiamo deciso di mangiare. Infine, non c’è fretta: prendiamoci il giusto tempo per nostro pasto mangiamo lentamente assaporando con gusto e ricordiamoci di farlo anche quando questa emergenza sarà finita. E’ un’ottima occasione per imparare a dedicare una maggiore attenzione a noi stessi.

Noia, fame nervosa ed “emotional eating”, i nemici dell’intervento di chirurgia bariatrica

La noia della giornata chiusi in casa, l’ansia per la situazione, lo stress e le preoccupazioni per il futuro sono tutte emozioni che rischiano di farci ricadere nella “fame nervosa”. Sapete di che cosa parlo, non è vero? Gli psicologi che avete incontrato nel centro di chirurgia bariatrica la chiamano “emotional eating” e se siete stati operati per l’obesità è assai probabile che sappiate esattamente di che cosa sto parlando. Ma dopo l’intervento, certamente, avete trovato un ritmo e delle abitudini che hanno allontanato da voi questo nemico. Ora, però, con la nuova situazione, la fame nervosa rischia di tornare ad essere un problema. Durante le lunghe giornate a casa diventano frequenti le incursioni in cucina alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare. Dico sempre ai miei pazienti che non si tratta di fame ma di voglia di mangiare e le due cose sono assai diverse. La “fame nervosa” non è vera fame ma è l’improvvisa spinta a mettere qualcosa sotto i denti; il cibo non è più usato per nutrirci ma diventa una strategia per affrontare lo stress; e per far ciò che cosa c’è di meglio di qualcosa ricco di zuccheri e grassi? Sono facili da trovare e forniscono una soddisfazione immediata che però, altrettanto rapidamente, lascia il passo ad una nuova spinta alla ricerca di qualcos’altro: la glicemia sale rapidamente e ci dà soddisfazione ma altrettanto rapidamente sale l’insulina che ridurrà di nuovo la glicemia e ci porterà nuovamente “fame”. E’ un meccanismo ormonale tipico dei carboidrati (amidi e zuccheri): un’altalena dei livelli di insulina che il nostro intervento aveva contribuito a tenere sotto controllo. Che fare, quindi?

I suggerimenti per affrontare la situazione vanno in due direzioni perché gli attori di questo problema sono il cibo ma soprattutto la noia e lo stress.

Iniziamo da questi ultimi. La noia e lo stress non vanno combattuti con il cibo (leggete anche il blog di Emanuel Mian su questo): se arriva la “voglia di mangiare” per prima cosa rimandiamo: il periodo più critico sono i 10 minuti, se riusciamo a superarli avremo vinto! Troviamo qualcos’altro che impegni la nostra mente anche quei pochi minuti, qualcosa che ci distragga e impegni la nostra attenzione: leggere, ascoltare musica, scrivere oppure cogliamo l’occasione per un po’ di attività fisica. Superato questo momento chiediamoci seriamente se abbiamo veramente la necessità di mangiare (fame) o se, invece non sia solo voglia di mangiare. In ogni caso, siamo quasi arrivati all’ora di uno dei pasti o spuntini programmati? Chi ha fatto una sleeve gastrectomy, un bypass o un altro intervento di chirurgia bariatrica probabilmente ha imparato a mangiare con ritmi cadenzati da pasti e spuntini, e non dovrebbe farlo in altri momenti.

Per quanto riguarda il cibo è bene evitare di averlo a portata di mano; niente cioccolatini o biscotti in giro. Cerchiamo di avere sempre delle verdure a disposizione ma attenzione che siano tra quelle consentite per il vostro intervento: ai miei pazienti sconsiglio fortemente di mangiare finocchi, sedani o carciofi se hanno un bendaggio, per non rischiare complicazioni dovute alle fibre particolarmente tenaci; patate e carote, poi, sono una riserva di carboidrati e non fanno al caso nostro.

La qualità dei cibi: non rinunciamo a mangiar bene

Molti organismi internazionali hanno pubblicato dei consigli sulla alimentazione in questo periodo difficile di isolamento per il COVID-19. Mi è sembrato, però, che la loro attenzione fosse più diretta al rischio di carenze nelle forniture di alcuni alimenti che invece, almeno in Italia, non mi sembra sia un problema. E’ vero, però, che le limitazioni agli spostamenti previste dal governo e le lunghe giornate a casa riducono le occasioni per uscire a fare la spesa e una certa pigrizia potrebbe subentrare. Certamente, poi, non aiutano la fila davanti alla porta del supermercato e le lunghe attese dovute al contingentamento e alle restrizioni dell’orario di apertura. Allora il rischio è di ridurre l’uso di cibi freschi e rivolgersi a quelli conservati;  allora addio alle raccomandazioni del nostro team nutrizionale che ci aveva sempre indicato una alimentazione fatta di cibi freschi e nutrienti che compensasse con la qualità la riduzione delle sostanze nutritive che introduciamo dopo l’intervento.

Massima attenzione , quindi, alla qualità di ciò che mangiamo. Non rinunciamo ai prodotti freschi. Organizziamo con cura, piuttosto, la nostra spesa in modo da non dover uscire troppo spesso. Ancora una volta vediamo anche i lati positivi: potremmo riscoprire i prodotti locali e i negozi più piccoli che offrono prodotti di qualità anche senza dover fare la fila, oppure sperimentiamo uno dei tanti servizi porta a porta che sono nati proprio per l’occasione. Il Gambero Rosso, la notissima rivista di alimentazione e gusto, ha dedicato degli articoli alle buone abitudini alimentari da mantenere; non tutti i loro consigli sono appropriati per chi ha avuto un intervento per l’obesità ma sono sicuro che saprete destreggiarvi bene tra le molte idee.

 

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