Come scegliere un chirurgo ed un centro di chirurgia bariatrica per il nostro intervento? Abbiamo deciso: con questo peso non si può più andare avanti e bisogna trovare una soluzione seria. Abbiamo sentito parlare della chirurgia per l’obesità e vogliamo capire se è una opportunità per noi. A questo punto il problema è dove andare. Abbiamo bisogno di un chirurgo del quale fidarsi e a cui affidarsi, e se l’intervento sarà la soluzione, questo rapporto deve durare per molti, molti anni. La scelta non può certo essere casuale!
Qui non voglio entrare in merito al rapporto di fiducia che si instaura tra il medico ed il paziente: è molto importante e richiederebbe ben più di un post per analizzarlo. Alcuni stimoli di questi ultimi giorni, tuttavia, mi spingono a scrivere condividere con voi alcune riflessioni su meccanismi psicologici che non dovrebbero far parte dei criteri con i quali scegliamo a chi affidarci. La scelta è fondamentale, non facciamoci mal consigliare.
In chirurgia bariatrica la fretta è una cattiva consigliera
L’idea di scrivere questo post mi è venuta leggendo quanto scriveva una ragazza su un social network suggerendo l’opportunità di recarsi all’estero per poter essere sottoposti ad un intervento bariatrico in pochi giorni, senza nessuna attesa e spendendo solo una cifra limitata. Riferiva di aver “prenotato” l’intervento in un paese dell’Est europeo (non scenderò in particolari) per la settimana successiva a quando aveva deciso. Nel giorno dell’appuntamento lo staff della clinica sarebbe stata ad attenderla all’aeroporto per portarla in ospedale dove, eseguiti “tutti gli esami”, l’ingresso in sala operatoria era previsto per le ore 13 dello stesso giorno. In questo modo, per poche migliaia di euro, non ha dovuto attendere “lunghe liste di attesa”.
Prendiamo spunto da questa “testimonianza”.
La mia esperienza di tanti anni di chirurgia bariatrica mi ha mostrato come la fretta sia spesso uno meccanismi che si instaura in una persona con obesità che ha deciso di affrontare il suo problema. Dopo anni e anni di diete, rinvii, sconfitte e rimpianti, e poi ancora rinvii e ancora diete, ora, proprio ora, in questo preciso momento è indispensabile fare in fretta! Abbiamo intravisto una soluzione e la dobbiamo mettere in atto subito. Sembra quasi che temiamo ci scappi via.
Intendiamoci bene: le liste di attesa sono un vero problema; le strutture che offrono chirurgia per l’obesità sono poche rispetto alla richiesta e le liste qualche volta sono lunghe. Noi, centri di chirurgia bariatrica, dobbiamo rendere i nostri percorsi più efficienti possibile per evitare attese esagerate. Organizzarsi, però, sulla base di aspettative eccessivamente frettolose è, però, un errore. L’efficienza nel gestire le inevitabili liste di attesa, non deve essere confusa con una brevità nel percorso proposto tale da rasentare la superficialità. Un protocollo come quello descritto all’inizio del paragrafo non prevede il giusto tempo per esaminare i risultati degli esami effettuati (non sappiamo, poi, quali indagini siano state effettuate in quelle poche ore), discuterli con il paziente, scegliere il giusto intervento per quella specifica situazione (gli interventi non sono tutti uguali e non dovremmo offrire la stessa operazione a tutti) e, soprattutto, essere certi che la scelta di questo o quell’intervento sia effettuata, dal paziente, in modo realmente consapevole e ponderato.
A volte, poi, l’accorciamento delle attese si basa su una organizzazione del lavoro che non consente un rapporto personale con i membri dell’equipe bariatrica che ti dovrà seguire, ricordiamolo, per tutta la vita. Una sala operatoria non può essere organizzata come una catena di montaggio nella quale il paziente entra per essere operato da un chirurgo che non ha mai visto prima e che, con ogni probabilità, non vedrà mai più in futuro.
Quante volte, nel corso della preparazione ad un intervento chirurgico i risultati di alcuni esami ci spingono ad approfondire un aspetto nuovo, oppure a cambiare il tipo di intervento scelto o, semplicemente, a rinviarlo per la necessità di effettuare una terapia che si è capito essere indispensabile prima dell’intervento. Un esempio tipico è quello della sindrome delle apnee notturne. molte persone ne sono affette ma non lo sanno; solo una valutazione attenta e completa può garantire che ce ne rendiamo conto prima dell’intervento e, se necessaria, la terapia deve essere garantita prima dell’operazione anche se questo comporta uno slittamento di diverse settimane della fatidica data. Quante volte ho supportato emotivamente chi vedeva rinviato il tanto desiderato intervento per questa ragione! Il mio obiettivo, però, non è quello di andare in sala operatoria per applicare la mia tecnica, ma piuttosto quello di essere utile per la salute del paziente, è per questo che vi rivolgete a me, no? Organizzare il percorso per assecondare una fretta ingiustificata ci impedirebbe di arrivare all’intervento nelle condizioni migliori e dovremmo sempre diffidare da chi ci offre o si presta a scorciatoie.
Spesso, parlando con qualcuno che è venuto da me per una sleeve gastrectomy oppure un bypass gastrico, avverto una urgenza eccessiva, non giustificabile. La sensazione è quella di trovarsi di fronte qualcuno che, una volta presa la decisione, vuole portare a termine il progetto quanto prima. Di solito la motivazione è che in quello stato non ce la fa più a sopravvivere, che “deve” assolutamente risolvere il problema. In questi casi io di solito…rallento! La mia esperienza mi ricorda che moltissime di queste persone ripongono nell’intervento aspettative esagerate; così quasi sempre ci si dovrà scontrare con il fatto che un intervento chirurgico non è una scorciatoia per ottenere i benefici (detti e non detti) ai quali si vuole arrivare; di fronte alle inevitabili difficoltà della strada che segue l’intervento insorge la delusione e l’insoddisfazione.
Altre volte l’impressione è quella di qualcuno che ha paura di cambiare idea dopo una decisione presa a caldo. Ma vi immaginate che cosa potrebbe succedere se si cambiasse idea dopo aver subito l’intervento? La scelta di un intervento chirurgico non può mai essere fatta “di pancia”; deve invece essere il risultato di un percorso razionale fatto insieme con il vostro chirurgo, e per questo ci vuole del tempo.
L’obesità è una malattia complessa: non cerchiamo scorciatoie
Qualche tempo fa un paziente, durante l’iter per la preparazione all’intervento, mi annunciò che aveva deciso di recarsi in un altro centro. Quando gli chiesi il motivo per il quale voleva andare a farsi operare altrove pur essendo ormai in una fase avanzata del percorso mi rispose: “perché qui siete troppo rigidi”. Si riferiva al fatto che se, durante la preparazione all’intervento, emergono delle condizioni o delle situazioni che rendono rischioso procedere con la chirurgia noi fermiamo tutta l’organizzazione e ci occupiamo di mettere il paziente nelle migliori condizioni. Questo, talvolta ci costringe ad un rinvio e, in casi particolare, addirittura alla cancellazione dell’intervento. E’ vero, in effetti siamo rigidi; un intervento viene fatto solo se tutti i criteri di sicurezza sono rispettati.
Se io dovessi scegliere un chirurgo per me, non opterei per un chirurgo disposto a compromessi sui criteri di scelta di un intervento chirurgico. Al contrario vorrei qualcuno che intende dedicare del tempo e delle energie per indagare a fondo la mia situazione e che poi mi indichi la strada migliore per affrontare i miei problemi, anche se questo non dovesse essere in linea con il disegno che mi ero fatto. Non vorrei un professionista che fosse tanto accondiscendente nei confronti dei miei desideri e delle mie aspettative da accettare di procedere su una strada non conforme a risultati di studi scientifici e linee guida.
Diverse volte mi è capitato di valutare pazienti che non rientravano nei criteri per essere operati oppure che erano focalizzati su un determinato intervento per il quale, tuttavia, non avevano caratteristiche idonee. La scelta tra un bendaggio gastrico ed un bypass, o tra una sleeve gastrectomy ed un mini-bypass non può essere basata su qualche fugace lettura su un sito internet (il mio compreso!). Spesso ho successivamente scoperto che alcune di queste persone si erano recate altrove dove avevano ottenuto esattamente quello che volevano. Qualcuna è anche tornata dicendo “se avessi seguito il suo consiglio…”. Quella che a volte è vista come una “rigidità” è la consapevolezza che per risolvere un problema complesso dobbiamo fare delle scelte complesse e che l’intervento, di per se stesso, è solo una piccola parte del percorso che ci deve portare ad un miglior stato di salute.
Il cercare qualcuno che garantisca un iter meno dettagliato o, come a volte accade, l’andare in un altro centro dove poter nascondere quanto è emerso nel percorso non è una buona idea.
La comunità scientifica ogni giorno osserva il suo lavoro per cercare di comprendere le migliori soluzioni ai problemi. Su alcuni aspetti ci possono essere delle divergenze di opinione e alcune scelte possono anche essere legittimamente differenti tra chirurgo e chirurgo, ma non scegliete il centro per il vostro intervento in base alla facilità e brevità del percorso che vi è richiesto.
Ah! A proposito… il paziente del quale scrivevo all’inizio del paragrafo si è poi reso conto che non si sarebbe fatto un favore ad evitare gli approfondimenti che gli chiedevamo ed è stato poi operato con sua soddisfazione qualche tempo dopo.
Essere seguiti dopo l’intervento
Ricordatevi sempre che una sleeve gastrectomy, un bendaggio gastrico o qualunque altro intervento sono solo il primo passo di un percorso che vi deve gradualmente portare ad un migliore stato di salute. Prima di scegliere la strada chirurgica dobbiamo essere consapevoli che ci impegniamo a percorrere questa strada con il nostro chirurgo per tanti anni. Dopo l’intervento sono indispensabili controlli periodici che avvengono tre o quattro volte durante il primo anno e poi almeno annualmente per il resto della vita. I risultati sono molto legati a questa disponibilità a farsi seguire attentamente negli anni.
Dobbiamo ben ricordare questo aspetto nella scelta del nostro chirurgo. Può non essere una buona idea optare per un centro lontano o difficilmente raggiungibile. Quando si rivolgono a noi pazienti che vengono da molto lontano facciamo in modo da rendere l’accesso ai controlli il più semplice possibile e ad avere degli idonei canali di comunicazione per qualsiasi evenienza.
Inoltre, come il paziente si deve impegnare a farsi seguire nel tempo, così il centro bariatrico deve essere disponibile a questo rapporto prolungato negli anni e questo vale sia per i controlli periodici e pianificati che per le eventuali necessità, anche urgenti, che dovessero sorgere. E’ possibile che alcuni centri rendano estremamente facile l’accesso all’intervento con percorsi abbreviati, liste d’attesa corte e perfino l’offerta di controlli ambulatoriali nella Regione o nella città del paziente senza poi essere in grado di gestire il volume dei necessari controlli o le eventuali urgenze.
Troppo spesso accade, così, di essere costretti a rivolgersi in urgenza ad un ospedale non sufficientemente avvezzo a trattare pazienti bariatrici, proprio a causa della lontananza o della indisponibilità del centro che ci ha operati.
Certamente la clinica dell’Est europeo con la quale abbiamo aperto questo post non si è posta questo problema.
Leggete anche: Ma che cos’è, poi, l’obesità?
Hashtags: #ChirurgiaBariatrica #Sleevegastrectomy #FabioCesareCampanile #CivitaCastellana #Viterbo